domenica 20 novembre 2016

UN LIBERO MERCATO



     Risali le strade strette fra file di case senza affaccio, muri imbiancati a calce su cui si arrampica la brattea diffusa della buganvillea, t’inoltri nel mercato delle corporazioni sbirciando argenti e vasellame, la cromia multiforme e presto monocorde delle ceramiche, lo sguardo muto di una vecchia al telaio. Ogni mercante di stoffe t’invita nella sua bottega. Per tutti sei un cliente, un estraneo: il libero mercato ha creato il tuo concetto di vacanza e con quello la tua noia, l’insofferenza, la disperazione.