giovedì 28 gennaio 2016

IN VIAGGIO


La ricerca del senso di un viaggio s’identifica con l'atto del viaggiare. Cosa può condurci lungo nuovi itinerari se non la stanchezza o l'aleatorietà della scelta? La condizione itinerante presuppone un infinito presente, quella stanziale l'alternarsi di progetto e rievocazione: il presente è negato e ogni atto è in vista di un risultato futuro, sia pure ipotetico. Per questo siamo sempre in viaggio, per questo è come se non fossimo mai partiti. 


mercoledì 20 gennaio 2016

IL DÉJÀ VU DI UN ALTRO


Ecco l’alveo, l’abbraccio dei moli, lo schieramento delle case nel porto. Ci aspetta una lunga teoria di agnizioni. Ma quando, con passo barcollante affrontiamo l’asfalto della banchina, ci coglie subito un senso d’estraneità, quasi fosse il déjà vu di un altro, lo sfalsamento fra il ricordo e il dato, la svagatezza e l’ovvietà dell’esserci, i fotogrammi a sovrapporsi senza mai combaciare. E non sai più se sia il presente, una proiezione del passato o viceversa.

lunedì 11 gennaio 2016

LA SPIAGGIA NELLA CUPOLA


La spiaggia, il mare, il cielo, persino un accenno di palmizi, un paio d’isolotti verdeggianti, raggiungibili a nuoto: ma il cielo è una cupola di plexiglass e il mare, un mare da laboratorio. Ti stupisce la densità dei gitanti, la loro assoluta integrità, l’essersi calati nella parte fino a convincersi che la spiaggia, il mare, il cielo siano autentici. La parodia di città che ci cresce attorno non è forse una messinscena, che tutti noi contribuiamo a mantenere in piedi? L’artificio assoluto coincide con la perfetta ingenuità: l’ultimo approdo è sempre quello fatto a propria immagine e somiglianza.